cappellini

31 marzo 2014

Qui sembra essere arrivata la primavera. Speriamo. A me basta questo sole, mi fa sentire meglio. Sono sempre stata meteopatica del resto. E forse questa é l’ultima occasione per farvi vedere alcuni dei  cappellini che ho fatto, in questo caso per la tipina .Fotografarla é stata una impresa faticosa, ma forse qualcosa si vede…

 

questo è tratto da “baby maglia, facili lavori a maglia per bambini da 0 a 2 anni” di Debbie Bliss (libro fantastico; e questo è il terzo cappellino che faccio seguendo questo modello)

 

 

 

 

 

 

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delle volte capita che…

26 marzo 2014

Delle volte capita che incontri qualcuno, così sulla spiaggia, e ci scambi due parole, e poi ti scambi anche il numero di telefono. Poi la vacanza finisce ed ognuno torna a casa sua, ma ci si sente, ci si mandano messaggi, immagini,  mail, e si finisce per condividere pezzetti di vita,  si scoprono interessi comuni, ci si telefona, ci si manda un regalino per Natale e si diventa amici. Sì, AMICI. Tanto che nonostante i 600 km e passa di distanza, ci si vede….

Tiziana e Roberto sono venuti a trovarci. E già questo è stato un regalo enorme, un bellissimo regalo. La nostra amicizia mi gonfia il cuore, perché posso dire che ancora ci sono belle persone, che fare nuove amicizie non è impossibile, e che il tempo passa e che questo tempo può ancora essere riempito da persone belle. Come loro due.

Sono venuti, pochi giorni purtroppo,  ma sono stati con noi, con i bimbi.E ci hanno fatto altri regali. Roberto mi ha regalato un cd del suo gruppo preferito, i Nomadi, che mai mi ero fermata ad ascoltare ma che stamani ho addirittura ballato con la mia nana (a casa per influenza) e mi ha masterizzato un film che spero di vedere al più presto; Tiziana un  paio di bellissimi orecchini a chiacchierino. E per i bimbi due giochi e due bambole stupende, interamente fatte a mano.Da Tiziana naturalmente. Eccole, le ho fotografate, non come avrei voluto. Se mi fossi messa  ad aspettare il momento buono, la luce buona e a creare il set fotografico non avrei fotografato proprio nulla, quindi sono qui.

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bambola per Pietro

bambola per Pietro

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Sabato

9 marzo 2014

Questo il mio sabato. Con i miei bimbi,  mio marito e i miei genitori. Nei miei posti,  nella mia terra,  al mare Che adoro. Mare mare, vento e cielo azzurro. Caldo. La voglia di mettere i piedi nella sabbia e poi nel mare. La voglia di buttarmi e sciacquare via i pensieri ..Questi posti mi mancano e ogni volta è poi così doloroso andarsene…. ma sono contenta di essere stata qui. Porterò con me questo pomeriggio e cercherò di ricordarlo nei momenti tristi,  ma senza farmi sopraffare dalla malinconia. È qui che trascorrevo la mia pausa pranzo quando lavoravo ,  è qui che venivo la domenica pomeriggio da ragazzina con le amiche, è qui che ho trascorso i primi giorni al mare senza i miei genitori.

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Spaghetti con i pomodori secchi

4 marzo 2014

Altro primo piatto sfizioso che mi sono concessa,  più che altro che sono riuscita a preparare nonostante la presenza di due nani che vagano per la casa, o se va bene ti si aggrappano alle gambe.
È veloce veloce ma di effetto, provare per credere 😉

Ingredienti:
Spaghetti
Pomodori secchi (non secchi sott’olio, mi raccomando! Secchi e basta )
Olio extravergine
Pangrattato
Aglio
Prezzemolo

Mentre fate cuocere gli spaghetti, mettere in ammollo i pomodori e
scaldare in una padella 4 cucchiai di olio con due spicchi di aglio e in un ‘altra far abbrostolire 4 cucchiai di pangrattato in un cucchiaio di olio ( il pangrattato non fatelo scurire troppo). Scolate gli spaghetti e magari tenete da parte un po’ di acqua di cottura. Metterli nella padella dalla quale avrete tolto l ‘aglio, aggiungere i pomodori tagliuzzati, il pangrattato e cospargere di prezzemolo tritato. Se la pasta risulta troppo asciutta, aggiungere un po ‘di acqua di cottura.

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A proposito, continua la produzione di pane senza impasto. È buono buono e  facile facile. E poi il profumo che sprigiona per casa… vale la pena anche solo per quello!!

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Pane indiano ovvero cheese naan

19 febbraio 2014

Dicono sia indiano, e mi fido :-). Quello che voglio dire è che in India non sono stata, al ristorante indiano sì, ma non ricordo di averlo mangiato. Sicuramente nel menù ci sarà stato, ma dal momento che ai tempi di questo pane non ne avevo ancora sentito parlare ed il menù era rigorosamente in lingua originale, beh, non lo ordinai.
Comunque questo pane mi piace un sacco!!  E’ veloce e buono. Una alternativa alla focaccia di Recco. Lo avevo già preparato non ricordo seguendo quale ricetta. Questa volta ho seguito la ricetta di Misya e mi sono trovata altrettanto bene. Ecco gli ingredienti per 4 pani, dose abbondantissima, nel senso eravamo in due a mangiarlo ed era decisamente troppo…

350 gr di farina 00
1 barattolino di yogurt intero
un pizzico di sale
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
10 gr di lievito di birra fresco
100 ml di acqua a temperatura ambiente
formaggio spalmabile

Sciogliere il lievito nell ‘acqua. Disporre la farina a fontana, mettere lo yogurt, l’olio, il sale ed il lievito sciolto nell ‘acqua. Impastare e mettere a lievitare in luogo riparato – io sempre dentro al forno, spento naturalmente! -per un’ ora e mezza o due. Poi dividere in 4 parti, stenderne una alla volta col mattarello, spalmare sopra il formaggio -io ho usato stracchino e philadelphia e con lo stracchino mi è piaciuto molto di più, richiudere e mettere a cuocere su una padella antiaderente con coperchio. Cuocere da entrambi i lati e servire.

 

Segue foto ORRENDA scattata ier sera con il cellulare e sotto la luce artificiale ed odiosa della mia cucina (non sopporto la luce della cucina di sera, mi mette tristezza…ma questa è un’altra faccenda)

 

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Schiacciata alla fiorentina

17 febbraio 2014

Avevo bisogno di un dolce soffice e genuino, poco zuccherato e magari senza burro. E di veloce preparazione. Così ho ricordato che la mia mamma spesso preparava la schiacciata alla fiorentina, la farciva di crema pasticcera e ricopriva di zucchero a velo, o la lasciava così, naturale, ed era comunque buonissima . E’ un dolce tipico fiorentino, credo che durante il carnevale non ci sia forno o pasticceria di Firenze  che non lo esponga, rigorosamente ricoperto di zucchero a velo con lo stemma del giglio . La vera ricetta richiede la doppia lievitazione, ma secondo voi avevo forse il tempo per una doppia lievitazione???!!!  La ricetta quindi non sara’ quella originale, ma è super collaudata . La mia mamma é una toscana DOC e così la mia zia, da cui forse arriva la ricetta. Che non richiede nemmeno l’uso della bilancia!

Dosi per una teglia rigorosamente rettangolare:

12 cucchiai di farina 00

8 cucchiai di zucchero (io ne ho messi 6)

2 cucchiai di olio extravergine

4 uova (albumi montati a neve)

1 bicchiere di latte

1 bustina di lievito per
dolci

Buccia grattugiata di una arancia o di un limone

( Zucchero a velo)

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Schiacciata alla fiorentina Leggi il seguito di questo post »

la ricetta che non ho poi postato (ovvero pasta al pesto di capperi, menta e parmigiano, con tonno)

13 febbraio 2014

 

Questo “posto” si sta trasformando in un blog di cucina. Che barba. Ce ne sono una marea, troppi.  Non faccio altro che postare ricette, ma forse è dovuto al fatto che qui si deve pur mangiare e che bene o male , qualcosa- ben poca roba- lo devo cucinare.

Ora non starò certo qui a pubblicare la ricetta delle chicche che ho faticosamente preparato l’altro pomeriggio, perché altro non sono che banali gnocchi, però ecco la ricetta del primo piatto di cui ho accennato l’altro giorno, forse a qualcuno potrebbe interessare.

Nessun soffritto, niente fornelli se non per mettere la pentola dell’acqua a bollire, ma tonno, menta, capperi, parmigiano e olio .

Minipimerizzate (o frullate, fate voi) i capperi sotto sale che avrete precedentemente tenuto in ammollo una mezz’oretta e poi sciacquato, la menta (meglio se fresca, in mancanza usate quella essicata) abbondante olio extravergine e parmigiano reggiano (sì , avete letto benissimo, parmigiano col tonno). Se gradite aggiungete un po’ di peperoncino. Nel frattempo la pasta si sarà cotta, scolatela, magari tenendo da parte un po’ di acqua di cottura, e conditela con questa salsina alla quale avrete aggiunto del tonno in scatola, ben sgocciolato e sminuzzato con la forchetta. Mescolate e servite.

Provate. Mi dispiace non indicare le dosi, io vado ad occhio.

Appello: come utilizzare 30 scatole di tonno

9 febbraio 2014

Sì, vi rivolgo questo “appello”. Mio suocero passa a trovarci una volta alla settimana e ci porta la spesa. Oltre a quello di cui abbiamo bisogno, ci porta le brioche per la colazione, i panini che piacciono tanto ai twins, la pizza bianca, il pollo ruspante e le uova che prende in una fattoria ai Castelli. E  immancabilmente scatole di tonno

Ho sempre pensato che se in cucina non c’è almeno una scatola di tonno, beh allora siamo messi male. Non me le facevo mai mancare.
Ma io mi ero addirittura  proposta di farne un minore consumo, se non di eliminarlo,  dopo aver visto questo video  agghiacciante sull’uso di FAD nell’Oceano Pacifico.

Invece…Qui ci sono 30 SCATOLETTE, accumulate a botte di 5 nelle ultime settimane. Ho provato a fargli notare che lo consumiamo ma che avevamo ancora quello della settimana prima e quello della settimana prima ancora . Inutile parlargli di sostenibilità .Infatti la risposta è stata: “Embe’??? Te o magni! “.
Un po’ l’ho smaltito cucinando un classico  polpettone di tonno e patate, arricchito di capperi, olive nere tostate e prezzemolo;  un sugo con cui ho condito la polenta ed  un altro condimento, sciue’ sciue’, di cui non so se ho postato già la ricetta: è uno dei miei must, uno di quelli con cui puoi preparare una pasta sfiziosa all ‘ultimo momento quando hai ospiti ed in casa non hai appunto nulla se non le fide scatolette di tonno in fondo alla dispensa oppure  non hai semplicemente tempo o voglia di spignattare. E voi che mi suggerite? Vero è che il tonno in scatola ha una lunga scadenza, ma è anche vero che tra un paio di mesi mi aspetta un trasloco. E detesto buttare via il cibo.

kringel

6 febbraio 2014

E’ una brioche estone che credo in realtà di aver assaggiato tanti anni fa, quando con un gruppo di amiche feci un interrail nelle repubbliche baltiche.(Uno dei viaggi più belli ed esilaranti che abbia mai fatto). Ricordo una pasticceria a Tallin, il profumo di cannella e spezie, di dolce. Ricordo delle brioche fantastiche.

Io ho seguito la ricetta di biancavanigliarossacannella  .E’davvero una brioche deliziosa  tanto che non ho fatto in tempo a fotografarla. Ne ho solo  una foto scattata prima di metterla nel forno. Del dopo nessuna traccia . Vale la pena farla, anche solo per il profumo che sprigiona per la casa. Ottimo per la colazione. Mi ripropongo di farlo con marmellata di mele cotogne, o direttamente con pezzi di mela.

INGREDIENTI

400 g farina 00
50 g zucchero semolato
15 g lievito di birra fresco
½ cucchiaino di sale
50 g burro
140 ml latte
noce moscata
estratto di vaniglia
2 uova
100 g zucchero di canna fine
1 cucchiaino di cannella in polvere
30 g burro
zucchero a velo q.b.
Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido (attenzione che sia tiepido e non troppo caldo, altrimenti “ammazza” la lievitazione) e versarlo nella ciotola della planetaria dove avrete già messo la farina ed un pizzico di sale. Aggiungere il burro a temperatura ambiente, la vaniglia, lo zucchero, la noce moscata ed infine le uova.
Lavorare l’impasto e poi metterlo a  lievitare per circa 1 ora e 30 minuti .
Stendere l’impasto col mattarello dandogli una forma rettangolare, spennellare tutta la superficie con il burro ammorbidito e cospargere abbondantemente con zucchero di canna e cannella.
Arrotolare nel senso della lunghezza il rettangolo di pasta (se preferite potete andare qui  e visionare il video in cui le cose forse sono un più chiare della mia spiegazione….)  e fare un taglio al centro del rotolo. (Attenzione, qui a me la pasta tendeva ad aprirsi.)
Intrecciare i mezzi rotoli e creare una corona. Farlo lievitare per un’altra mezz’ora ed infornare per 40 minuti circa a 180°. Cospargere con lo zucchero a velo.
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Attimi di dolcezza

3 febbraio 2014

Io non ho più avuto modo di  fare una di queste torte, la mia ultima esperienza è stata la torta di Peppa e George per il compleanno dei miei tipini. Susanna invece è diventata una professionista del cake design. Guardate qui. Non sono fantastiche? E vi assicuro che anche il dentro è delizioso.   

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Ed infine questa, la mia preferita

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È davvero bravissima Susanna, non credete?
La trovate su facebook: Attimi di dolcezza di  Susanna Colla.